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Mediamuseum - Associazione Culturale MGC

ASSOCIAZIONE MGC
Movimento del Guardare Creativo
La mostra presenta gli esiti più recenti dell’attività artistica dei soci del Movimento del guardare creativo di Chieti, fondato e diretto, sin dal 1987, dalla pittrice Gabriella Capodiferro, per promuovere la conoscenza dell’arte sia sul piano tecnico che su quello teorico.
 Dopo le mostre tenute negli spazi istituzionali della città di Chieti, fra cui il Museo universitario UdA, il Museo archeologico della Civitella, il Convitto nazionale e a Pescara nella Casa natale di Gabriele D’Annunzio, oggi in 15 espongono in un luogo altrettanto significativo, il MediaMuseum, Museo nazionale del cinema e dell’audiovisivo.

Gli espositori sono: Lorella Belfonte, Alfonso Camplone, Fernanda Colangeli, Isa Conti, Laura De Lellis, Concita De Palma, Marilena Evangelista, Manuelita Iannetti, Marco Iannetti, Rosa Lisanti, Maria Masciarelli, Serenella Mauro, Paola Santilli, Nicoletta Testa, Antonio Tracanna.

Il confronto è sempre poliedrico e riguarda gli allievi con i loro stessi lavori, il pubblico e le opere esposte, queste e il luogo in cui si trovano, i dibattiti che l’arte deve saper accendere, il punto della situazione che la Capodiferro, in qualità di Maestra, farà con i suoi allievi, e infine il ruolo del critico che guarda, riflette e scrive, formulando un giudizio di valore sulle opere. Non è certo un caso che sei lavori su quindici trattino, più o meno esplicitamente e con linguaggi estremamente diversi, il tema del Paesaggio, che quattro facciano riferimento a elementi della natura, e che cinque propongano una visione dello  spazio  attraverso la scansione geometrica o la maniera informale, che già nella sua fenomenologia esistenziale si colloca come piena trascrizione di vita. Ecco dunque il comune denominatore attorno a cui la mostra si dispone: Il paesaggio come somma di valori naturali e antropici, percezione di uno spazio che è necessariamente anche spazio interiore.
Le opere sono solo la punta di un iceberg. Sono il frutto delle tante riflessioni, tutte molto personali, mediate dallo studio, dall'applicazione, dalla voglia di capire e di comprendere di più. Per andare oltre. Questo contraddistingue gli allievi, che non rinunciano alla maniera di un proprio modo di vedere e di sentire il mondo, e allo stesso tempo sanno che, come non basta aprire la bocca per parlare, c’è da lavorare molto per costruire e strutturare le proprie parole. In questo senso l’esperienza del MGC è quella di un coro, fatto di tante voci, di intonazioni diverse, e di un’unica grande consapevolezza che ripone nella verità e nella bellezza dell’arte, una più ampia comprensione della vita.





Qui la serata inaugurale
Qui i lavori dei soci esposti
Qui il catalogo della manifestazione con note critiche di M. Cristina Ricciardi
ultimo aggiornamento 28 ottobre 2025
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